Il mio progetto di sperimentazione dell'Autonomia scolastica

Scuola - Santu Lussurgiu
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Riassumo con la relazione introduttiva ad un segmento del PROGETTO DI SPERIMENTAZIONE DELL’AUTONOMIA SCOLASTICA, avviato dalla mia scuola nell'anno scolastico 1998/99, l'impegno rivolto ai giovani studenti. In questa sezione poi, i lavori con le classi, gli alunni, i "prodotti finiti" di un'intensa e appassionata attività didattica e di studio durata 17 anni che, oltre i normali (?) programmi ministeriali svolti sulle specifiche materie d'insegnamento (e di cui si darà pure cenno nella presente sezione), hanno caratteriizzato "il mio personale sistema d'insegnamento" e ampliato il curriculum formativo dei miei studenti. Tale sistema, è bene precisarlo, è scaturito più dall'esperienza personale di "alunno difficile e ribelle" (esperienza che ha trovato poi numerose conferme nelle avanguardie pedagogiche degli anni Settanta e Ottanta), che non dai modelli teorizzati e teorizzanti della didattica ufficiale.

Il progetto s’inserisce in modo pragmatico, nel più vasto contesto dell’orientamento giovanile, superando gli stereotipi dell’orientamento tout court proposti da più parti in questi anni.
Si tratta, infatti, di attivare, già nelle primissime fasi del rapporto interpersonale ed esclusivo con ciascun discepolo, tutta una serie rilevazioni, di strumenti conoscitivi e diagnostici, attraverso strategie e occasioni propizie, affinché l'adolescente possa manifestare precocemente i propri interessi, sperimentare le proprie tendenze e predisposizioni, per mettere in luce e poi coltivare il proprio talento in un contesto socio-familiare e istituzionale opportunamente qualificato e attrezzato allo scopo.

In altre parole, i piccoli Canova, Mozart, ecc. devono poter provare i propri talenti già nell’età adolescenziale, con scuola e territorio che assecondino maieuticamente tali manifestazioni e si attivino investendo tempo e risorse per valorizzarle e sostenerle.

Quante volte sentiamo recriminare su passioni e opportunità frustrate? Quante volte abbiamo visto negli adulti straordinarie abilità non sostenute da idonea preparazione culturale? Artisti potenziali, sottratti al loro destino, dirottati nelle più piatte e comuni professioni! Sono anche questi i traumi che minano le personalità e creano sacche di disagio che spesso sfociano nell’universo dell’emarginazione e della droga.

Appare fondamentale, pertanto, l’intervento delle istituzioni ed in particolare della scuola, nel quadro del rinnovamento autonomistico di essa, ma anche del territorio per creare un "laboratorio dei talenti" che sia attento, puntuale, sensibile e attrezzato per mettere in luce, sostenere e orientare le «eccellenze» dei nostri giovani.

La gamma delle possibilità individuali è vastissima: «è un errore - sostiene G.Gozzer nella Premessa all’edizione italiana (Democrazia e talenti, Armando Editore, 1967), dell’opera di John W. Gardner, Excellence. Can we be equal and excellent too? - valorizzare soltanto quelle di natura strettamente intellettuale, richieste dallo studio di discipline astratte, ed è errore che consegue da errate valutazioni sociali dei diversi compiti a cui ciascuno può dedicarsi in relazione alle proprie attitudini. Bisogna invece incoraggiare, coltivare, sviluppare tutte le attitudini, portarle al più alto grado possibile di rendimento, quello che Gardner definisce appunto col termine di «eccellenza». Il risultato «eccellente» è la vera meta a cui l’educazione deve tendere ed è il solo criterio valido per stabilire una gerarchia di valori: una buona scuola professionale vale più di una cattiva università. Se si accetta questa più ampia nozione di attitudine, si scoprirà che ogni individuo ha qualche forma di «eccellenza» nel novero delle sue possibilità. Ciò che è necessario e ci si propone, allora, è sviluppare una pluralità di momenti educativi, vasta e molteplice quanto la gamma delle capacità e delle attitudini umane.
Progetto ambizioso dunque? Forse! Ma provare, porre le basi perché ciò si realizzi, credo rientri a pieno titolo nelle aspettative dei nostri giovani, delle loro famiglie e nella tensione innovativa che pervade il mondo della Scuola".

Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Luglio 2011 19:11  

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