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Publicola Santacroce


Storia e leggenda di Beatrice Cenci

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cenciBeatrice nacque a Roma [1577-1599] da Francesco Cenci, uomo di casato nobile ma violento, più volte incriminato per i suoi vizi e rilasciato solo grazie alla sua ricchezza, ereditata dal padre che era stato tesoriere dello Stato Pontificio mentre la madre della ragazza, Ersilia Santacroce, muore nell'aprile del 1584, in seguito a un parto gemellare, dopo aver messo al mondo dodici figli di cui ne sopravvissero sette.

Gli stessi fratelli di Beatrice chiesero più volte un'udienza papale per denunciare il genitore, ma Clemente VIII, nonostante sapeva che raccontavano la verità, fu invece costretto a farli esiliare.

A Palazzo rimasero le due figlie, che in assenza dei fratelli dovettero sopportare i festini organizzati dal padre e subire ancora più forti le violenze del genitore. La più grande, per interessamento di Papa Clemente VIII, fu inviata come sposa al nobile Carlo Gabrielli della famiglia di Gubbio, riuscendo in questo mondo a salvarsi.

Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Agosto 2011 17:57 Registrati per leggere tutto...
 

Beatrice Cenci, storia di un amore infranto

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beatrice_cenciTutto nasce dal quadretto riportato qui a fianco di 14,5x14,5 cm. che da bambino avevo visto a palazzo Paradisi nella sala del pianoforte quella sopra Porta Marina a Montalto delle Marche e che conservavo inconsciamente nella sua integrità nella memoria più antica.

Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Agosto 2011 17:49 Registrati per leggere tutto...
 


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AFORISMI SCELTI

Ingratus est qui beneficium accepisse se negat, quod accepit; ingratus est qui dissimulat; ingratus qui non reddit, ingratissimus omnium, qui oblitus est.

(Seneca, De Benef., 3, 1, 3).

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