Signorina Fanny
Ascoli 31/12/04 [?]
Non voglio che San Silvestro passi senza portarle col bianco e col nero, almeno, i miei auguri.
Ma forse lei non ha bisogno di auguri, anzi il gran ritiro a cui si è consacrata, ci fa temer vere quelle voci secondo cui, sette (come i peccati mortali) la tengano occupata nella scelta.
Le dirò inoltre, che poco prima di Natale passai per affari alcuni giorni a Cossignano, mi spinsi una volta vicinissimo a Montalto, domandai di lei, mi dissero che c’era. Passarle un ora [sic.] vicino,su su in alto, tra le nebbie, soli… sarebbe stato molto inglese, molto religioso. E le assicuro che quell’incontro molte speranze per me […] e molti timori.
Ma il pensiero di quegli altri sette mi trattenne. Sembrava che avesse il semibusto di bronzo di papa Sisto, avesse dovuto sghignazzarmi in faccia: «Bravo! Arrivi presto! Ottavo? Sei piazzato bene!».
Tu mala intesa dignità? Tu orgoglio? Non lo so, non è certo che scontento di me stesso e degli altri torni indietro.
D’allora non ci siamo trovati più. Il mio serpente non l’ha trovata al passo. Io ebbi paura di venirla a trovare a Montalto. Lei non ci è venuta a trovare in Ascoli, benché noi avessimo messo un rotolo sotto il portone di casa sua. Da oggi che venivamo alla Vena, Ricciardo ci ha detto che non l’avessimo trovata neppure.
Sarei troppo audace se le domandassi il diario delle sue fermate, per l’anno nuovo?
Dei pettegolezzi che noi facciamo alle spalle degli altri e che gli altri fanno alle spalle nostre è inutile che glie ne parli, le Priori glie ne avranno data ampia relazione, ingrandita… e non corretta.
In linea generale le dirò che qui s’imbastiscono molti matrimoni verosimili come le Mille ed una notte, e se ne celebrano poi altri molto scialbi come qwuello della signorina Corvi[?], avvenuto ieri, e quello della signorina Calfratelli che si farà a giorni.
Le bacio le mani.
Dino






