Beatrice nacque a Roma [1577-1599] da Francesco Cenci, uomo di casato nobile ma violento, più volte incriminato per i suoi vizi e rilasciato solo grazie alla sua ricchezza, ereditata dal padre che era stato tesoriere dello Stato Pontificio mentre la madre della ragazza, Ersilia Santacroce, muore nell'aprile del 1584, in seguito a un parto gemellare, dopo aver messo al mondo dodici figli di cui ne sopravvissero sette.
Gli stessi fratelli di Beatrice chiesero più volte un'udienza papale per denunciare il genitore, ma Clemente VIII, nonostante sapeva che raccontavano la verità, fu invece costretto a farli esiliare.
A Palazzo rimasero le due figlie, che in assenza dei fratelli dovettero sopportare i festini organizzati dal padre e subire ancora più forti le violenze del genitore. La più grande, per interessamento di Papa Clemente VIII, fu inviata come sposa al nobile Carlo Gabrielli della famiglia di Gubbio, riuscendo in questo mondo a salvarsi.
È parte integrante di un complesso architettonico di notevole dimensione e di indubbio pregio, costituito da un lato dalla Chiesa di S. Pietro, dall'altro dalla Porta Marina e al centro dal Palazzo Paradisi, anticamente denominato Castello della Rocca che, secondo lo storico Francesco Pistolesi, era l'antica sede municipale.
A sos istudiantes / de s'iscola media / de Santu Lussurzu / e de su professore / Umberto Guerra / cun simpatia/ e istima / ca cheren lezer / e presentare custu contu, / cun totu su coro, / Antoni Cossu.
Santu Lussurzu, su 8 de Santu Aìne de su 1988.
Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Luglio 2011 08:25
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Ti amerò in Sardegna, sulle rive del mare nella terra di antiche stirpi nei riti ancestrali di primaverili abbandoni... nelle spiagge di diamanti e stormi rossi.
Ti amerò in Sardegna, tra torri costiere, scogli, cale, tra i cavalli della Giara, le cascate e i colori e rocce primordiali.
Tu incanto tu amore tu Sardegna mia per sempre.
Ultimo aggiornamento Sabato 11 Febbraio 2012 18:30
LO STATO, I CITTADINI, LE ISTITUZIONI Una miniriforma nelle Forze Armate
L'UNIONE SARDA - 23 DICEMBRE 1980
Sedici luglio 1980, cinque mesi fa. Alla presenza del ministro della difesa Lagorio si svolge a Roma, a Palazzo Barberini, la cerimonia inaugurale del Cocer, il Consiglio centrale di rappresentanza istituito nelle Forzo Armate in base alla legge n. 382 del 1978.
Il Consiglio, formato da ufficiali, sottufficiali e volontari eletti nell'Esercito, nella Marina, nell'Aeronautica, nei Carabinieri e nella Guardia di Finanza, è chiamato ad affrontare problemi di interesse generale, a formulare pareri, proposte e richieste circa il trattamento e la tutela dei militari. «È la prima volta nella lunga storia delle Forze Armate italiane — dice nel discorso ufficiale il ministro Lagorio — che nasce e si insedia una istituzione di origine elettiva, espressione democratica (e perciò diretta, libera e segreta) della base della nostra compagine militare». I giornali più vicini al governo scriveranno nei loro titoli che «finalmente la democrazia entra anche nell'esercito»,
Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Luglio 2011 11:15
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Quella che segue è la trascrizione del manoscritto senza data di PIER SIMONE GALLI (1626 - 1712), Notizie della Città di Montalto Ricercate e raccolte Da Pier Simone Galli per quanto è stato permesso, acciò si sappiano da suoi figliuoli e passino a memoria de’ Successori Scritto con purità di stile naturale senza lisci adulterini, che sogliono deturpare le storie con aggiunte diverse, ma riguardansi tutte la Città di Montalto. Il documento inedito è conservato presso l'archivio storico del Comune di Montalto delle Marche. Le informazioni aggiuntive riportate in nota sono nostre.
L 'approvazione da parte del Parlamento della Legge 382/78 Legge sui principi della disciplina militare sembrava proprio un segnale del destino: appena laureato col massimo dei voti con una Tesi che mi aveva permesso di approfondire l'evoluzione del concetto di disciplina militare nel corso dei secoli, con una grande festa che avevo dato presso il Circolo Ufficiali della Caserma La Marmora a Sassari per festeggiare l'evento, mi sentivo in certo modo protagonista di quel processo di cambiamento, ormai irreversibile, che più nessuno avrebbe potuto fermare, ed ero pienamente consapevole che ora, una legge della Repubblica, tutelava anche la mia condizione di cittadino con le stellette!
Questa ricerca sul paese di Ardauli è stata realizzata dalla nostra Classe II/B nell'anno scolastico 1985/86 e coordinata dal Prof. Umberto Guerra, nostro insegnante di lettere. II lavoro è stato diviso fra quattro gruppi, ciascuno composto da tre membri della classe.
Ogni gruppo aveva compiti ben precisi, ma non sono mancati momenti di confronto e di verifica che hanno coinvolto tutta la classe.
Quasi dieci anni di permanenza a Sassari, intensissimi e travolgenti: notti brave, meglio morire, passione politica, matrimonio, quattro traslochi, un primo figlio, studio forsennato e senza sosta, il diploma magistrale, un secondo figlio, l'università, la nuova fede politica, gelosie e vendette..., faccio tutto io..., Monsignore, da impazzire, la laurea ed infine il trasferimento a Macomer...
La ricostruzione genealogica della Famiglia Paradisi è stata effettuata mettendo a confronto l'albero genealogico realizzato da Giuseppe Vici, che lo dedica "Al nobil uomo Filippo Conte Paradisi cavaliere dell'ordine di S. Gregario Magno cameriere d'onore di spada e cappa di N.S. Papa Pio IX già consultore della delegaz. AP. di Ascoli e consigl. Prov.le AA Questo albero genealogico di sua illustre famiglia rilevato da libri parrocchiali esistenti Giuseppe Vici vicario parroco di S. Pietro O. D. C.", e quella contenuta nel volume di Zenobi B.G., Simbolica e forme del potere in antico regime. Il « Libro d'oro» della Città di Montalto, Op. cit., pp. 178, 179.
45° Btg. F. - Macomer (NU) 20 settembre 1979 - 25 ottobre 1985
Finalmente a Fort Apache... al 45° Battaglione Fanteria "Arborea" il cui motto - in riferimento a quello altrettanto eloquente della Brigata Sassari: "Sa Vida pro sa Patria" - è altrettanto emblematico: «Con fede e in Silenzio».
Ultimo aggiornamento Domenica 03 Luglio 2011 08:58
Agostino Paradisi nel suo Ateneo dell' Uomo Nobile (Venezia. 1725, vol. 4°, cap. 5°) dice che la famiglia Paradisi «si divise in più rami. " uno dei quali andò ad abitare in Bergamo tornando a dividersi: alcuni da quello discendenti stabilironsi a Ravenna. Un altro ramo passò ad Assisi ed a Cannara, altri in Civita Castellana, un altro passò a Firenze, un altro a Terni; ciascuno di detti rami assunse arma diversa.... Ha sempre contratti matrimoni con le principali famiglie; è stata feconda di uomini illustri sì in lettere come in armi.... „
Ingratus est qui beneficium accepisse se negat, quod accepit; ingratus est qui dissimulat; ingratus qui non reddit, ingratissimus omnium, qui oblitus est.