Collane di cipolle e muri fratturati dai terremoti.
uno stato di totale abbandono che contrasta fortemente
con i fasti che penosa la mente fa rivivere dalle profondità
del ricordo più antico.
Eppure sono trascorsi appena quarantanni e sembrano secoli
o forse si tratta di un tempo ed una condizione mai esistiti,
creati solo dalla fantasia inquieta:
il carro trainato da un giogo di candidi buoi, il convivio elegante
e nello stile che ci era proprio, contadini e operai al loro posto,
rispettosi e servizievoli.
Ora solo volgarità ed ignoranza:
uno status pateticamente e tragicamente decaduto.
Non solo, ma a tutto ciò vanno aggiunte le perdite terribili delle persone a me più care:
la mamma in primo luogo e poi il caro fratello
sottrattoci così repentinamente dalla Nera Signora Padrona del Tempo.
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