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Home Chi naja non prova... La mia tesi di laurea
Tesi


PREMESSA

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«... L'obbedienza non è più una virtù,
ma la più subdola delle tentazioni».

don Lorenzo Milani

tesiQuesto lavoro, al di là del nobile certificato di disoccupazione che ne deriva, rappresenta per me il momento di un vero e proprio riscatto sociale e culturale. Mi sia consentito, in questa premessa, uno sfogo; non razionale né scientifico, tutto sommato agli antipodi delle pagine che costituiscono la materia che sarà trattata più avanti. 

Riscatto. Da una sorta di condanna storica. E attraverso l’accostamento allo studio, la riappropriazione della parola, dell’intelligenza ''critica'', della cultura che si respira nella società civile, dai luoghi di lavoro alle aule universitarie, dalle biblioteche ai contatti umani.
Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Giugno 2011 17:53 Leggi tutto...
 

INTRODUZIONE

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«L'armée piemontaise fait partie de l'armé française». È il 5 dicembre 1798. L'imperioso proclama del generale in capo delle forze francesi in Italia, Joubert, segna in pratica la nascita, nella monarchia subalpina dei Savoia, di quello che gli studiosi considerano come l'embrione del moderno esercito italiano.(1)
Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Giugno 2011 16:21 Leggi tutto...
 

I. IL REGOLAMENTO DEL 1814.

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I/1. L'esercito e la monarchia sabauda

II documento, che riportiamo parzialmente in nota, datato 14 maggio 1814 (18), precedette di pochi giorni il rientro di Vittorio Emanuele I a Torino (20 maggio), avvenuto dopo l'abdicazione di Napoleone.

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Giugno 2011 16:48 Leggi tutto...
 

II: IL REGOLAMENTO DEL 1822.

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2.1. Dal 1814 al 1822.

II Congresso di Vienna si era proposto energicamente di ripristinare, mediante il principio di leggitimità, l'assetto politico pre-rivoluzionario, Ma le idealità e le speranze liberali e nazionali erano ormai troppo profondamente radicate in coloro che avevano vissuto, sia pur brevemente, l'esperienza liberale e repubblicana.

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Giugno 2011 16:56 Leggi tutto...
 

III: IL REGOLAMENTO DEL 1840.

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3.1. Dal 1822 al 1840.

Con il nuovo segretario di stato per la guerra e la marina, Matteo Des Geneys, nominato da Carlo Felice al suo rientro da Modena, l'esercito veniva sottoposto ad una serie di nuovi provvedimenti in linea con gli intendimenti del sovrano, "assoluto nel governo interno, austriacante in politica estera e poco inclinato alle cose militari" (79).

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Giugno 2011 17:01 Leggi tutto...
 

IV: IL REGOLAMENTO DEL 1859.

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4.1. Dal 1849 al 1859.

Il nuovo sovrano, Vittorio Emanuele II, si scontrò con una situazione delicata e difficile, Da una parte dovette accettare le condizioni della tregua volute dal vincitore, dall'altra la sollevazione di Genova, e la pressione esercitata dagli austriaci.

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Giugno 2011 17:05 Leggi tutto...
 

IV: IL REGOLAMENTO DEL 1872.

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5.1. Dal 1859 al 1872.

Dopo l'armistizio di Villafranca, molte speranze dei piemontesi furono deluse perché il Veneto rimase all'Austria, che restava così padrona dell'intero quadrilatero, mentre si doveva tollerare il rientro dei sovrani assoluti a Parma, Modena e in Toscana e del Papa nella Romagna.

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Giugno 2011 17:12 Leggi tutto...
 

CONCLUSIONI

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L'esame sistematico dei regolaenti militari nel Regno di Sardegna a partire dal 1814 e nel primo decennio del Regno d'Italia ci ha permesso di intravvedere l'evoluzione, lenta e faticosa, del messaggio disciplinare.
Anche quello dell'esercito,infatti, della sua organizzazione e della sua vita interna, è uno scenario aperto all'interpretazione della storia. Uno scenario, oltre tutto, per troppo tempo coperto gelosamente da una fitta coltre di nebbia.

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Giugno 2011 17:38 Leggi tutto...
 

NOTE

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Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Giugno 2011 17:39 Leggi tutto...
 

BIBLIOGRAFIA

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Dicembre 2011 09:59 Leggi tutto...
 


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L'ASINO DELLA MARCA

4. Un Uomo non può dirsi felice,
        se  non  allorché  si  contenta
        del proprio stato, 
        il che accade di rado.

 

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